
Un’ipoteca è una garanzia reale iscritta su un bene immobile a favore di un creditore, generalmente una banca. Sollevare questa ipoteca significa ottenere la sua cancellazione dal registro della pubblicità immobiliare affinché il bene torni libero da qualsiasi onere. Questa operazione, chiamata liberazione ipotecaria, deve necessariamente passare attraverso un atto notarile, salvo nel caso di estinzione automatica al termine del prestito.
Estinzione automatica o liberazione anticipata: due meccanismi distinti
L’ipoteca non scompare il giorno dell’ultimo rimborso. Si estingue automaticamente un anno dopo l’ultima scadenza del prestito immobiliare. Durante questo periodo, l’iscrizione rimane visibile presso il servizio di pubblicità immobiliare, il che può bloccare alcune operazioni.
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Se il proprietario ha bisogno di liberare il bene prima di questa data (vendita, riacquisto di credito, donazione), deve avviare una procedura di liberazione anticipata. È qui che interviene il notaio, unico professionista autorizzato a redigere l’atto autentico necessario. Per capire come sollevare un’ipoteca con un notaio, è necessario distinguere queste due situazioni, poiché le procedure e i costi differiscono completamente.
Nel caso dell’estinzione automatica, non è richiesta alcuna formalità e non vengono sostenuti costi. La liberazione anticipata, invece, richiede un accordo tra il debitore e il creditore, seguito da un passaggio davanti al notaio.
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Accordo del creditore: il prerequisito per ogni liberazione notarile
Anche prima di contattare un notaio, il proprietario deve ottenere il consenso della banca o dell’ente creditore. Questo consenso assume la forma di un documento scritto che conferma che il debito è estinto o che il creditore rinuncia alla sua garanzia.
Quando la banca accetta senza difficoltà
Lo scenario più comune è quello di un prestito completamente rimborsato, anticipatamente o in occasione di una vendita. La banca non ha più un credito da proteggere e rilascia il suo consenso rapidamente. Il notaio può quindi preparare l’atto di liberazione.
Quando la banca rifiuta o ritarda
Un rifiuto di liberazione obbliga a ricorrere al tribunale. Questa situazione si verifica talvolta in caso di controversie sul saldo residuo dovuto o su spese contestate. Il giudice può ordinare la liberazione se le condizioni sono soddisfatte, ma la procedura allunga notevolmente i tempi e genera costi aggiuntivi (avvocato, spese legali).
Alti istituti addebitano anche spese di dossier per la liberazione, distinte dalle spese notarili. Queste spese bancarie non sono regolamentate e variano da un istituto all’altro. Controllare il loro importo prima di avviare la procedura evita brutte sorprese.
Ruolo del notaio e svolgimento concreto dell’atto di liberazione
Il notaio interviene come redattore dell’atto autentico di liberazione e come intermediario con il servizio di pubblicità immobiliare. Il suo ruolo non si limita a una semplice formalità amministrativa.
- Verifica che il credito sia effettivamente estinto o che il creditore consenta alla cancellazione, controllando i documenti forniti dalla banca.
- Redige l’atto autentico di liberazione, che deve rispettare precise menzioni legali per essere accettato dal servizio di pubblicità immobiliare.
- Procede al deposito di questo atto presso il servizio di pubblicità immobiliare competente, che cancella l’iscrizione ipotecaria dal registro immobiliare.
- Regola i diritti di registrazione e il contributo di sicurezza immobiliare per conto del proprietario.
Il proprietario non deve recarsi presso il servizio di pubblicità immobiliare. Il notaio gestisce l’intera catena, dalla verifica del debito alla conferma della cancellazione.
Spese di liberazione ipotecaria: cosa copre la fattura del notaio
Le spese di liberazione non si limitano agli onorari del notaio. Comprendono diverse componenti che è necessario distinguere per comprendere la fattura.
- Gli emolumenti del notaio, calcolati secondo un tariffario proporzionale fissato per decreto e applicato all’importo iniziale dell’iscrizione ipotecaria.
- Il contributo di sicurezza immobiliare, versato al servizio di pubblicità immobiliare per il trattamento della cancellazione.
- I diritti di registrazione dovuti al Tesoro pubblico.
- Le spese (spese postali, copie di atti, richieste di informazioni ipotecarie).
Globalmente, le spese di liberazione rappresentano una frazione modesta dell’importo iniziale della garanzia. I concorrenti menzionano un intervallo compreso tra lo 0,3 e lo 0,6 % dell’importo iniziale di garanzia. Questo costo rimane ampiamente inferiore alle spese sostenute durante l’iscrizione iniziale dell’ipoteca.

Tempi di cancellazione e dematerializzazione delle formalità immobiliari
Una volta depositato l’atto di liberazione, il servizio di pubblicità immobiliare procede alla cancellazione. Il tempo di trattamento varia a seconda dei dipartimenti. Diversi servizi di pubblicità immobiliare stanno sperimentando dal 2023-2024 una dematerializzazione più avanzata tramite il sistema tele@ctes, con tempi di trattamento significativamente ridotti nei dipartimenti pilota, secondo il rapporto di attività 2023 della DGFiP.
Nei dipartimenti non ancora interessati da questa dematerializzazione completa, il tempo rimane più lungo. Questa disparità geografica può creare problemi quando una vendita è condizionata alla cancellazione effettiva dell’ipoteca. Il notaio può fornire un’attestazione di deposito in attesa della cancellazione definitiva, il che è sufficiente nella maggior parte delle transazioni.
Contesto attuale: meno riacquisti di credito, più vendite per disindebitamento
L’aumento dei tassi d’interesse osservato dal 2023 ha modificato il profilo delle liberazioni ipotecarie. Il Consiglio superiore del notariato rileva nel suo panorama del mercato immobiliare 2024 una diminuzione marcata delle rinegoziazioni associate a liberazione, poiché i riacquisti di credito hanno perso il loro fascino finanziario. Parallelamente, le vendite per saldo di prestito o disindebitamento sono aumentate.
Questo spostamento ha una conseguenza pratica: le liberazioni legate a una vendita vengono spesso negoziate sotto pressione di tempo, poiché l’atto di vendita non può concludersi finché l’ipoteca non è cancellata o il notaio non ha messo in sicurezza la sequenza finanziaria. Anticipare la richiesta di liberazione già alla firma del compromesso di vendita rimane il modo migliore per evitare un rinvio della data di firma definitiva.
La liberazione dell’ipoteca rimane una formalità regolamentata il cui costo e calendario dipendono ampiamente dalla reattività della banca e del servizio di pubblicità immobiliare locale. Scegliere un notaio esperto nelle procedure dematerializzate può ridurre sensibilmente il tempo complessivo.